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La legge 3 Giugno 2002, n. 21 - Norme sull’esercizio delle funzioni regionali in materia di approvvigionamento idrico – e lo Statuto della Società, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale del 2 Agosto 2002 n. 511, prevedono, per Acqua S.p.A., finalità e compiti che possono sintetizzarsi in:
-servizi avanzati di supporto decisionale e di programmazione;
-servizi di gestione tecnica e manutenzione di infrastrutturazione esistenti o da realizzare;
-altre funzioni.
Fra i primi possono ascriversi gli studi, le analisi e le attività dirette a supportare l’organizzazione ed il funzionamento idrico e la redazione di piani e programmi nonché il monitoraggio dello stato qualitativo e quantitativo della risorsa idrica, la determinazione del bilancio idrico e la predisposizione dei piani di emergenza.
In ottemperanza al quadro normativo vigente, i servizi di cui sopra - per la loro intrinseca natura istituzionale - devono essere condotti sotto la diretta responsabilità dell’Amministrazione Regionale o attribuite ad una società in house, cononeri a carico della o delle Regioni concorrenti.Viceversa, i servizi di gestione, di manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere, di cui al punto b) dell’art.3 dello statuto, cioè tutte quei servizi che concorrono alla gestione tecnica degli impianti esistenti, possono effettuarsi in house ovvero possono essere esternalizzati, mediante il ricorso in parte o per intero a gestori terzi pubblici o privati.

Tra le altre funzioni può annoverarsi l’attività di supporto all’individuazione della tariffa all’ingrosso, la cui riscossione andrebbe in parte a coprire i costi di gestione. Questi ultimi, infatti, sarebbero posti a carico della fiscalità generale e della tariffa dell’acqua all’ingrosso, secondo le due diverse ipotesi di ripartizione analizzate nel piano strategico ed industriale di Acqua S.p.A.
In particolare, la determinazione della tariffa dell’acqua all’ingrosso è stata oggetto di uno studio, elaborato da un gruppo di lavoro istituito dal Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma tra le Regione Puglia e Basilicata e il Ministero dei LL.PP. per la gestione delle risorse idriche condivise. Le schede riportate in tale studio espongono costi presunti di investimento, desunti dalle informazioni in tal senso trasmesse direttamente dai gestori degli impianti.
Il modello organizzativo così concepito appare di strategica valenza per la gestione idrica sul territorio regionale ed extraregionale, perché capace di meglio perseguire, laddove attuato nella sua interezza, obiettivi e vantaggi straordinari, quali:
-la gestione unitaria delle risorsa idrica sul territorio;
-il soddisfacimento della domanda idrica ad uso civile, irriguo ed industriale;
-la sostenibilità economica delle attività di gestione, mediante l’applicazione delle tariffa all’ingrosso;
-la tutela unitaria del patrimonio idrico e il risparmio della risorsa idrica;
-il riequilibrio territoriale fra le zone ove la risorsa prevalentemente si produce e le zone ove l’acqua prevalentemente si consuma, anche mediante il riconoscimento dei costi ambientali subiti dalle prime.